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lunedì 16 settembre 2013

47^ Settimana Sociale dei Cattolici Italiani

settim sociale 46FAMIGLIA SPERANZA E FUTURO PER LA SOCIETA’ ITALIANA

 Dal 12 al 15 settembre si è svolta la 47^ edizione delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani che ha visto la partecipazione di 1.315 persone rappresentative della Diocesi italiane (91 Vescovi, 212 sacerdoti, 46 religiosi, 28 diaconi e 938 laici).

Le relazioni di S.E Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, della Prof.ssa Lorenza Violini, del Prof. Giancarlo Blangiardo e della Prof. Stefano Zamagni, vertenti sul ruolo della famiglia nei suoi assetti costituzionali e sociali, hanno introdotto le 8 Assemblee tematiche dalle quali sono emerse numerose iniziative, richieste e proposte di impegno. Ne evidenziamo alcune.

 1. La missione educativa della famiglia

A. Per combattere la diffusa solitudine delle famiglie è necessario alimentare reti di relazione fra le famiglie, sviluppare alleanze educative, e offrire luoghi di ascolto e di accoglienza.

B. Constatando delle criticità tra comunità ecclesiale e famiglie, si propone di ripensare ad una vita comunitaria non settoriale che sappia guardare alla famiglia nel suo insieme.

C. Rispetto a questioni di carattere politico/sociale,  ricordando che l’educazione dei figli non riguarda solo i genitori, si auspicano iniziative legislative per la tutela dei minori rispetto ai media, si esprime preoccupazione per ogni tentativo di stravolgere quella visione dell’umano fondata sulla differenza sessuale e sulla differenza tra le generazioni a cui il cardinale Bagnasco ha fatto riferimento nella sua prolusione, si chiede che la politica riconosca il contributo sociale delle famiglie impegnate nell’adozione e nell’affido, nella cura di figli disabili o di anziani in difficoltà e, più in generale, il contributo di tutte quelle famiglie che vivono concretamente forme di accoglienza e di solidarietà.

 2. Le alleanze educative, in particolare con la scuola

A. Si propone una maggiore collaborazione fra scuola, famiglia e parrocchia: inserire nei Consigli Pastorali, ad esempio, i docenti.

B. Intervenire sulla dispersione scolastica: promuovere e sostenere i Centri di formazione professionale in tutte le Regioni.

 3. Accompagnare i giovani nel mondo del lavoro

Di fronte alla drammaticità della disoccupazione giovanile (39,3%) occorrono politiche e modelli di sviluppo nuovi che mettano al centro la persona e non solo il profitto, come ha affermato Benedetto XVI nella Caritas in Veritate. Ciò sarà possibile attraverso la maturazione di nuovi stili di consumo orientati alla sobrietà (più beni pubblici e comuni e relazionali e meno beni privati); attraverso il rafforzamento dei processi di accompagnamento, orientamento e incontro tra domanda e offerta, agendo anche sul lato delle imprese, (progetti già diffusi e sperimentati in varie diocesi); attraverso l’attivazione di programmi efficaci di alternanza scuola-lavoro, la promozione di tirocini, di incubatori di impresa, sostenendo anche con maggiori investimenti il Progetto Policoro, ed estendendolo in modo da coinvolgere le famiglie.

 4. La pressione fiscale sulle famiglie

La questione fiscale e tariffaria è cruciale per la famiglia

A. L’equità fiscale può essere perseguita tramite il Fattore Famiglia, basato sull’introduzione di una area non tassabile proporzionale al carico familiare reale, che consentirebbe di:

–              perseguire un obiettivo di equità fiscale, in base alla reale capacità contributiva;

–              dare risorse a chi ne ha bisogno, rimettendole subito nel circuito economico rilanciando i consumi;

–              aumentare i posti di lavoro, per effetto del rilancio dei consumi;

–              aumentare l’introito IVA senza innalzare l’aliquota (aumento dei consumi);

–              far salire sopra la soglia di povertà più di un milione di famiglie

È altresì importante la rivalutazione del minimo reddito personale per essere considerati familiari a carico. Dagli attuali 2.840 € ad almeno a 6.500 euro (rivalutazione ISTAT).

B. Attenzione particolare e di sostegno ai bisogni delle famiglie con figli.

È necessario dare indicazioni agli enti locali in modo che avviino azioni positive per la famiglia, indicando loro buone pratiche e dove sono applicate.

A titolo esemplificativo, non esaustivo:

–              Mezzi pubblici fortemente scontati ai figli;

–              Libri scolastici gratuiti, anche a famiglie con figli in scuole paritarie;

–              Sconto bollette famiglie con figli;

–              Attenzione alle famiglie in difficoltà, alla situazione di vedovanza;

Tariffe sui rifiuti e imposte sui servizi che non penalizzino i nuclei familiari numerosi e che premino i comportamenti virtuosi.

C. Revisione dell’ISEE, strumento non neutro, per definire ed individuare i costi sostenibili per i servizi. Un errore nel suo impianto può produrre danni enormi nell’economia di una famiglia.

D. Attribuzione di un voto ad ogni persona, figlio compreso.

 5. Famiglia e sistema di welfare

Va compiuto un salto qualitativo passando da una logica assistenzialista ad una logica abilitante rendendo la famiglia un soggetto attivo a pieno titolo. Si potrebbe per esempio attivare la valutazione di impatto familiare (VIF) vincolante per rendere operative determinate norme (in materia fiscale, assistenziale ed educativa) per bloccarle o modificarle.

Ad esempio oggi lo Stato spinge i genitori a fingere di separarsi o di divorziare per ottenere più punti per l’ingresso dei figli alla scuola materna.

 6. Il cammino comune con le famiglie immigrate

A. E’ stata sottolineata l’esigenza di superare l’ignoranza ed i luoghi comuni verso gli immigrati.

B. “La presenza di famiglie immigrate è un’occasione profetica” (Card. Martini) per conoscere altre religioni ed universi culturali.

C.  Progettare un futuro con loro, non solo per loro. Qui entra in gioco il tema dell’accesso alla cittadinanza e della partecipazione attiva alla vita sociale, anche nel volontariato e nel servizio civile, abolendo le barriere normative che lo impediscono.

D. La cura dell’identità: l’incontro tra persone e famiglie di origine diversa impegna tutti al dialogo ed alla ricerca di valori comuni.

E. Accoglienza reciproca: sviluppare relazioni paritarie e vera amicizia nella vita di ogni giorno.

 7. Abitare la città

A. Recuperare il ruolo della famiglia come interlocutore autorevole ed efficace rispetto alle politiche urbane e la necessità di un ritorno a uno spirito di cittadinanza attiva.

B. Sul tema dell’abitazione sono emerse numerosissime esperienze positive, che vanno dall’housing sociale alla coabitazione, dall’autocostruzione/auto recupero, anche con riferimento alla rigenerazione dei centri storici per evitare l’espansione/cementificazione attraverso il consumo di territorio. In queste esperienze si coopera nel prendersi cura di anziani, bambini e soggetti fragili, nell’acquistare beni e servizi in maniera sostenibili, nel ridurre i consumi, per migliorare nel complesso la qualità della vita e dell’ambiente.

C. Le stesse parrocchie e diocesi possono attivare scuole di formazione politica e di approfondimento della Dottrina Sociale orientate in particolare alle tematiche familiari e della cittadinanza attiva. In questi contesti culturali vanno recuperati valori come la bellezza (generatrice di rispetto, cura e amore per gli altri e per il creato) e la scelta di nuovi e più sobri stili di vita.

 8. La custodia del creato per una solidarietà intergenerazionale

Custodire il creato, custodire la vita, custodire le relazioni, a partire da quelle familiari: un’indicazione forte del Magistero di papa Francesco (Omelia del 19 marzo 2013).

A. Diventare testimoni di conversione ecologica: dall’individualismo consumista dello spreco… a stili di vita intessuti di sobrietà e di cultura della bellezza… con un’attenzione specifica per l’efficienza energetica degli edifici – anche ecclesiali – nel segno di forme di riscaldamento ed illuminazione sostenibili.

B. Lavoro o ambiente: è una scelta? Rifiutare il ricatto violento dello scambio tra lavoro ed ambiente; per forme di lavoro buono, che riducano il consumo di natura e lo spreco dei beni ambientali primari (acqua, suolo, aria, biodiversità, energia), promuovendo uno sviluppo sano, durevole, generativo di capitale sociale e benessere.

C. Per un’agricoltura multifunzionale, che non produca solo merci, ma anche relazioni, beni immateriali, cibo, ospitalità.

D. Per una finanza che recuperi la propria originaria ispirazione etica.

E. Comunità ecclesiali, che sappiano vivere di una “cultura del Cantico”, ma anche valorizzare le indicazioni della Dottrina Sociale della Chiesa, per promuovere… reti ed alleanze che coinvolgano pure la società civile e i diversi soggetti istituzionali ed imprenditoriali, in un dialogo ed un impegno condiviso.

Testi e video delle relazioni possono essere trovati sul sito: www.settimanesociali.it

15 settembre 2013                                                Remigio D’Aquaro

Maurizio Marmo

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