Casa Papa Francesco
S.ta San Pietro 14, Sanremo
giovedì 18 gennaio 2018

CORRIDOI UMANITARI: Una famiglia eritrea è stata accolta nella nostra Diocesi

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In considerazione della difficile situazione nella quale versano migliaia di migranti nei centri di detenzione in Libia, la Chiesa Italiana ha ritenuto urgente intervenire per favorire l’ingresso in Italia di persone particolarmente vulnerabili e garantire loro assistenza e protezione.
Nel quadro degli accordi tra Governo Italiano e Conferenza Episcopale Italiana, volti all’apertura di canali sicuri e legali di ingresso in Italia, il 22 dicembre sono arrivate in aereo dalla Libia 162 persone selezionate dall’UNHCR. Ad attenderli c’erano il ministro dell’Interno Marco Minniti e il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Gualtiero Bassetti, insieme agli operatori di Caritas Italiana.

L’Associazione Centro Ascolto Caritas di Sanremo ha fatto la sua parte in questa preziosa esperienza dando la disponibilità all’accoglienza di un piccolo nucleo familiare presso Casa Papa Francesco a Sanremo. Proprio in concomitanza con le feste natalizie sono arrivati da noi mamma Yordanos con il figlioletto Noh, 27 anni lei e solo 4 lui, di nazionalità eritrea. Le condizioni del nucleo famigliare all’arrivo a Sanremo erano sicuramente molto migliori dello standard a cui siamo abituati quando arrivano persone che raggiungono l’Europa attraversando il mare.

I nostri nuovi ospiti si stanno ambientando e iniziano a fare conoscenza con le altre persone accolte o che frequentano la struttura; la madre ha la possibilità di confrontarsi con un’altra giovane mamma ivoriana mentre il bimbo ha già trovato qualche amico con cui giocare. Sono iniziate tutte le pratiche di screening sanitario, le vaccinazioni e i corsi di alfabetizzazione per la mamma. Nei prossimi giorni verrà istruita la pratica per la richiesta di asilo e il bambino inizierà la scuola.

Durante i primi colloqui con un mediatore è emerso che la ragazza ha un marito in Angola che non vede da molti anni e con il quale spera in futuro di potersi ricongiungere in Italia. Yordanos in occasione di questi incontri ci ha anche raccontato la terribile realtà delle carceri libiche: case con porte e finestre sbarrate dove si ammassano centinaia di persone che vengono continuamente vendute e comprate da gruppi di trafficanti. La ragazza ha raccontato con le lacrime agli occhi di aver visto morire diverse persone che magari il giorno prima avevano scambiato con lei e con il suo bimbo una parola di conforto, un gioco o soltanto un sorriso. Tutto questo a causa delle violenze, ma soprattutto a causa delle condizioni igienico sanitarie terribili e del pochissimo cibo che viene distribuito.

Dopo queste prime tre settimane la famiglia si è resa conto che ora l’incubo è finito e che Sanremo e l’Italia in generale sono luoghi dove si può finalmente provare a vivere serenamente.

In conclusione questo è un progetto che funziona: vengono ”selezionate” le fasce più deboli di migranti che hanno la possibilità di viaggiare in totale sicurezza ed essere inseriti subito nel circuito dell’integrazione con l’obiettivo finale una totale autonomia. Si tratta di quello che viene chiamato un corridoio umanitario, modalità che consente di evitare i pericolosissimi viaggi con i barconi nel Mediterraneo ed impedire lo sfruttamento dei migranti da parte dei trafficanti. Si e’ parlato spesso negli ultimi anni dell’utilità di questo genere di iniziative che ora finalmente viene messa in pratica.

Marco Morraglia

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