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mercoledì 5 agosto 2015

CRISTIANI PERSEGUITATI: TRA TERRORISMO E MIGRAZIONI FORZATE

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Copertina_DDT_Iraq2015_web Un dossier di Caritas Italiana con dati e testimonianze
Perseguitati. È il chiaro titolo del dossier pubblicato da Caritas Italiana su cristiani e minoranze stretti nella morsa fra terrorismo e migrazioni forzate.
Oltre 100 milioni sono i cristiani vittime di discriminazioni, persecuzioni e violenze messe in atto da regimi totalitari o adepti di altre religioni.
Solo in Corea del Nord ci sono tra 50 e 70 mila cristiani in campi di detenzione. Poi ci sono la Somalia, l’Iraq, la Siria, l’Afghanistan, il Sudan e l’Iran, dove i cristiani sono perseguitati con più intensità. Da novembre 2013 al 31 ottobre 2014, si calcola che i cristiani uccisi per ragioni strettamente legate alla loro fede sono stati 4.344, mentre le chiese attaccate per la stessa ragione sono state 1.062.
Una barbarie che peraltro colpisce molte altre minoranze religiose ed etniche e che rivela un preoccupante aumento dell’intolleranza, non solo nel Medio Oriente teatro dei conflitti in Siria e in Iraq e dell’affacciarsi delle milizie dell’ISIS.
Il dossier che Caritas Italiana descrive dunque un problema ancora drammaticamente attuale. Ha un duplice obiettivo: fare luce sulle cause di questa persecuzione dei cristiani nel mondo tenendo conto delle variabili economiche, culturali e geopolitiche dei singoli paesi coinvolti, e, al tempo stesso, dare voce alle testimonianze silenziose dei tanti cristiani che continuano a custodire la fede a rischio della propria vita.
Un anno fa, a luglio 2014, gli uomini dell’Isis irruppero a Mossul e iniziò un esodo che in poche settimane ha portato più di un milione di persone a rifugiarsi nella regione irachena del Kurdistan, cristiani, yazidi e altre minoranze, accolte in particolare nella regione di Erbil, Dohuk e Zakho. La situazione si è ulteriormente aggravata con nuove ondate di sfollati verso la regione del Kurdistan.
“La Chiesa locale si è subito mobilitata dando accoglienza nei cortili, nelle chiese e in ogni spazio disponibile” sottolinea il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu, che insieme al Segretario Generale della Cei, S.E. Mons. Nunzio Galantino, lo scorso ottobre ha visitato i campi profughi ad Erbil. La Chiesa italiana aveva già promosso una giornata di preghiera, il 15 agosto, giorno dell’Assunzione e Papa Francesco è più volte tornato sulla questione. Al termine dell’Angelus del 15 marzo
scorso ha quasi gridato: “Chiedo che la persecuzione contro i cristiani, che il mondo cerca di nascondere, finisca e ci sia la pace”. Dopo la la missione l’impegno di Caritas Italiana si è concentrato su progetti di assistenza nelle diocesi di Erbil e Dohuk con un grande programma di gemellaggi per oltre un milione di euro a favore di 13 mila famiglie di cristiani e della minoranza degli yazidi, costrette a fuggire dai loro luoghi di residenza. Dal 2003 a oggi il sostegno economico di Caritas Italiana ai progetti di Caritas Iraq e della rete delle organizzazioni collegate alla Chiesa locale è stato di 3,3
milioni di euro.
Il dossier evidenzia come spesso le cosiddette guerre di religione nascondono precisi interessi politici ed egemonici e rilancia con la concretezza dei fatti il volto riconciliato delle differenze religiose, come non cessano di testimoniare le Caritas del Medio Oriente dove sempre più cristiani e musulmani lavorano insieme.

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