Casa Papa Francesco
S.ta San Pietro 14, Sanremo
martedì 24 novembre 2015

DOMENICA 29 NOVEMBRE MARCIA GLOBALE PER IL CLIMA

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climaMARCIA GLOBALE PER IL CLIMA
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“CHE BIO CE LA MANDI BUONA”
spettacolo di Diego Parassole di Zelig

DOMENICA 29 NOVEMBRE
Iniziamo l’Avvento all’insegna dell’impegno e del divertimento

Alla vigilia dell’importante appuntamento della COP21, che si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre, invitiamo ad un pomeriggio di impegno e di divertimento per riflettere sui cambiamenti climatici e sui nostri stili di vita.
L’appuntamento è per le 14,30 a Sanremo a Pian di Nave, da dove partirà la MARCIA GLOBALE PER IL CLIMA, con un percorso che, passando per la pista ciclabile ed il centro di Sanremo, ci porterà al Teatro Centrale dove alle 16,15 si terrà lo spettacolo di Diego Parassole di Zelig “CHE BIO CE LA MANDI BUONA”

Chiediamo ai Capi di Stato e di Governo di adottare impegni vincolanti per limitare le emissioni di CO2 in atmosfera, con l’obiettivo di evitare una crescita delle temperature medie globali superiore ai 2 gradi centigradi.
Partecipiamo alla marcia con un cuore verde, simbolo dell’amore per il nostro pianeta.

Nell’Enciclica LAUDATO SII Papa Francesco ci comunica il senso umano dell’ecologia e ci invita a curare e proteggere la casa comune che Dio ci ha affidato e ad ascoltare il grido delle terra e quello dei poveri. Le prime “vittime” dei cambiamenti climatici e dello sfruttamento sfrenato delle risorse della terra sono infatti le persone più deboli.

Papa Francesco afferma che “Siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi. (..) Inciderà sulla disponibilità di risorse essenziali come l’acqua potabile, l’energia e la produzione agricola delle zone più calde, e provocherà l’estinzione di parte della biodiversità del pianeta. Lo scioglimento dei ghiacci polari e di quelli d’alta quota minaccia la fuoriuscita ad alto rischio di gas metano, e la decomposizione della materia organica congelata potrebbe accentuare ancora di più l’emissione di anidride carbonica. A sua volta, la perdita di foreste tropicali peggiora le cose, giacché esse aiutano a mitigare il cambiamento climatico. L’inquinamento prodotto dall’anidride carbonica aumenta l’acidità degli oceani e compromette la catena alimentare marina. Se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi. (…)
Gli impatti più pesanti probabilmente ricadranno nei prossimi decenni sui Paesi in via di sviluppo. Molti poveri vivono in luoghi particolarmente colpiti da fenomeni connessi al riscaldamento, e i loro mezzi di sostentamento dipendono fortemente dalle riserve naturali e dai cosiddetti servizi dell’ecosistema, come l’agricoltura, la pesca e le risorse forestali. Non hanno altre disponibilità economiche e altre risorse che permettano loro di adattarsi agli impatti climatici o di far fronte a situazioni catastrofiche, e hanno poco accesso a servizi sociali e di tutela. (…) È tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo. La mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile.” (…)
L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano.(…)
Molti di coloro che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici.
Ma molti sintomi indicano che questi effetti potranno essere sempre peggiori se continuiamo con gli attuali modelli di produzione e di consumo. Perciò è diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile.”

 

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