Casa Papa Francesco
S.ta San Pietro 14, Sanremo
venerdì 8 giugno 2012

ECCO COME CARITAS ITALIANA UTLIZZERA’ I FONDI CHE SI RACCOGLIERANNO NELLE CHIESE DOMENICA 10 giugno

 Le azioni poste in atto e programmate:

A) Nel PRIMO PERIODO (fase di emergenza) si stanno già utilizzando i fondi stanziati nei giorni scorsi da
Caritas Italiana e dalla Conferenza Episcopale Italiana
1. Attivazione del CORDINAMENTO CARITAS
• Caritas Italiana
• Delegato regionale Caritas Emilia-Romagna
• Caritas diocesane coinvolte (Reggio Emilia-Guastalla, Modena-Nonantola, Carpi, Bologna, FerraraComacchio, Mantova, Adria-Rovigo)

Prime azioni programmate:
• coordinamento di tutti i primi interventi;
• monitoraggio della situazione e dei bisogni delle parrocchie coinvolte (vittime, sfollati, danni alle
strutture pastorali, risorse presenti…);
• sostenere e rafforzare il lavoro dei parroci coinvolti;
• sostegno alle operatività della Chiesa locale tramite le Caritas diocesane (Caritas parrocchiali, centri di
ascolto…) e le altre realtà ecclesiali presenti (Pastorale giovanile, organismi ecclesiali…);
• informazione e comunicazione;
• rapporti con le Istituzioni (Protezione civile, Regioni, Comuni…)

2. Primo aiuto nei Centri di accoglienza (tendopoli, scuole, palestre…) con l’attivazione di:
• azioni di incontro, relazione e ascolto;
• azioni di intervento variegato in risposta ai bisogni primari (generi alimentari, vestiario, letti, coperte,
igienico-sanitari, …);
• azioni di cura, presa in carico di anziani, ammalati, disabili e minori

3. Accompagnamento della popolazione
• presenza di volontari con spirito di gratuità, comunione e condivisione;
• animazione della popolazione (minori, anziani, ammalati, disabili…);
• aiuto nel disbrigo delle pratiche amministrative;
• verifica della localizzazione e dei bisogni di eventuali sfollati in altri comuni per cercare di mantenere
unite le comunità parrocchiali;
• sostegno nella cura pastorale delle persone coinvolte, aiutando a vivere la Parola di Dio in un tempo
particolare come quello dell’emergenza

4. Pianificazione degli interventi e delle risposte
• sviluppo della cultura della cittadinanza, per rendere le persone coinvolte dal sisma protagoniste del loro
futuro;
• avvio di una attenta lettura e monitoraggio delle realtà territoriali per individuare e poi realizzare tutte le
progettualità che caratterizzeranno le azioni future, dando priorità alle persone rispetto alle opere.

B) SECONDO PERIODO (dall’emergenza alla ricostruzione)
Attualmente la situazione non consente di definire con esattezza quali potranno essere le linee di svi-luppo
dell’intervento della Chiesa Italiana attraverso il coordinamento Caritas. Comunque, in base alle esperienze
maturate in seguito ad eventi analoghi coordinati negli anni passati, alla luce del metodo “ascoltare,
osservare, discernere” ed in stretto accordo con le Chiesa locali coinvolte, si possono ipotizzare alcune
linee di sviluppo progettuale:

1. Realizzazione di strutture comunitarie
Le comunità ferite negli affetti e nelle strutture essenziali di vita hanno bisogno di ripartire da un luogo di
aggregazione che aiuti a rafforzare il senso di appartenenza. Per questo Caritas Italiana favorirà la
realizzazione, secondo i bisogni rilevati ed in relazione alle risorse disponibili, di Centri di comunità
(strutture polifunzionali per attività liturgiche, sociali e ricreative)

2. Implementazione di progetti di promozione sociale ed economica
L’incontro con le comunità, la crescita di relazioni nei mesi e negli anni successivi all’evento, la necessaria
ripresa economica e sociale, in questi anni hanno aiutato le Caritas ad entrare nella quotidianità della gente
per affrontare insieme i problemi del lavoro, della disoccupazione giovanile, di servizi alla persona
adeguati, costruendo una “linea di progettazione sociale” che da una parte diventa un “segno di speranza”
e dall’altra realizza la condivisione di una risorsa sul territorio. Si promuoveranno quindi progetti a forte
valenza comunitaria, inseriti nella logica di uno sviluppo sostenibile, capaci di coniugare efficienza e
solidarietà.

3. Promozione di strumenti economici
Il terremoto ha colpito duramente il sistema economico e produttivo del territorio; si cercheranno di
predisporre strumenti economici adeguati per il sostegno alle piccole imprese, soprattutto quelle a
carattere familiare (microcredito, realizzazione/ripristino di piccoli laboratori artigianali, sostegno alle
attività produttive agricole…).

4. Previsione e prevenzione
La particolare funzione pedagogica della Caritas la spinge a svolgere, anche in questo campo, nei ri-guardi
della comunità cristiana, un’azione di sensibilizzazione. In questa ottica ha sì rilievo l’azione di efficace e
rapido intervento, ma soprattutto l’azione educativa alla previsione e alla prevenzione, all’autoprotezione
e all’aiuto vicendevole.

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