Casa Papa Francesco
S.ta San Pietro 14, Sanremo
venerdì 11 novembre 2016

FORMAZIONE DEI RAGAZZI IN SERVIZIO CIVILE NAZIONALE

matitecolorateGiovedì 3 e venerdì 4 novembre, presso il convento dei Domenicani di Taggia, ho partecipato insieme ad altri 10 giovani volontari in Servizio Civile Nazionale a due giornate di formazione dedicate ai temi della nonviolenza, dell’obiezione di coscienza al servizio militare e della nascita del Servizio Civile. Gli ospiti-protagonisti sono stati Alberto Trevisan (fondatore dell’Associazione per la pace) e Susanna Bernoldi (coordinatrice del gruppo Aifo di Imperia). Durante la prima mattinata Alberto Trevisan ci ha raccontato la sua storia di obiettore di coscienza, quando l’obiezione non era ancora prevista dalla legislazione italiana, il 9 giugno 1970 prese la decisione di iniziare il suo cammino di pace. Fu incarcerato tre volte, uscì nel dicembre 1972 periodo in cui finalmente venne approvata la legge n.772/1972 che riconobbe il diritto all’obiezione contro il servizio militare. Durante il suo percorso non sono mancati momenti di riflessione e sconforto da lui superati grazie al sostegno della sua famiglia, ma anche per merito dei numerosi compagni di viaggio, che per Trevisan sono stati figure importanti alla formazione del suo pensiero nonviolento e di pace. I primi compagni furono Aldo Capitini ideatore del Movimento nonviolento d’Italia e promotore della prima marcia per la pace Perugia-Assisi (nel 1961) e Pietro Pinna, primo obiettore di coscienza (nel 1949). Poi ci furono Giorgio La Pira, costituente, sindaco di Firenze e messaggero di pace nel mondo e Giuseppe Dossetti, costituente, politico e poi monaco, che scelse come punti di riferimento per il rifiuto della violenza la Terra Santa e le colline di Marzabotto, dove oggi riposa. Altro compagno di viaggio fu Don Milani che scrisse L’obbedienza non è più una virtù e Lettera ai Cappellani militari in difesa della libertà di coscienza che deve essere rispettata. E poi ancora: padre Ernesto Balducci, padre David Maria Turoldo, Franz Jagerstatter e Alex Langer sono altri nomi di compagni di viaggio raccontati e descritti nell’ultima parte del libro di Trevisan Ho spezzato il mio fucile. Nonostante tutti questi compagni-maestri determinante fu il sostegno da parte dei suoi genitori, significativa e commovente la poesia “La scala di cristallo” di Langston Hughes e recitata in aula dal professor Trevisan che la madre gli inviò in carcere. Al termine di questa testimonianza c’è stato un momento di confronto. Nel pomeriggio è stato proiettato un video dal titolo “Una forza più potente” sulla resistenza non violenta della Danimarca all’occupazione nazista e il film “Adesso dove andiamo?” che racconta la storia di una comunità di donne del Medio Oriente divisa fra musulmani e cattolici che cercano in tutti i modi di distogliere gli uomini dal fare la guerra. Il secondo giorno Alberto Trevisan ha approfondito le dieci parole della nonviolenza: forza della verità, coscienza, amore, festa, sobrietà, giustizia, liberazione, potere di tutti, bellezza, persuasione. E oltre alla teoria della non violenza, che si basa sul cercare di capire le ragioni dell’altro, ne abbiamo scoperto anche la metodologia, ovvero azioni concrete da intraprendere nel proprio percorso di pace che sono: la non collaborazione, il boicottaggio, il potere alternativo, la solidarietà e l’utilizzo del più basso livello di violenza. Successivamente è intervenuta Susanna Bernoldi che ha spiegato che cos’è AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), organizzazione non governativa impegnata nel campo della cooperazione socio-sanitaria internazionale ispirata dal messaggio di amore e giustizia di Raoul Follereau “Contro la lebbra e contro tutte le lebbre”. Ad oggi AIFO è presente in 14 paesi del Sud del mondo con 28 progetti. Rifacendosi alle dieci parole sulla non violenza Susanna Bernoldi ha spiegato come ognuno di noi possa fare qualcosa attraverso scelte consapevoli, d’amore, di rispetto e di giustizia. Le azioni che possono fare la differenza sono: i boicottaggi, il commercio equo e solidale, la finanza etica, adottare uno stile di vita più sobrio, il sapersi indignare per le ingiustizie, il volontariato e il sapersi dare con gioia. Abbiamo concluso la giornata al teatro del Casinò di Sanremo dove è stato proiettato il docu-film “Fuocoammare” del regista Gianfranco Rosi ambientato nell’isola di Lampedusa e che ha come oggetto gli sbarchi di migranti. Dopo il film c’è stato infine l’intervento di Maurizio Marmo Direttore della Caritas Diocesana, sulla situazione di Ventimiglia, dove transitano migliaia di rifugiati provenienti in prevalenza da Sudan, Eritrea ed Etiopia, e sull’accoglienza portata avanti presso la chiesa di Sant’Antonio.

Martina Di Giorgio

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