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venerdì 22 giugno 2012

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO, IL DRAMMA DI 42 MILIONI DI PERSONE

 “Più di 42 milioni di persone in tutto il mondo sono state sradicate con la forza dalle loro case e comunità. Negli ultimi 18 mesi più di un milione di persone sono fuggite dal proprio paese a causa di un’ondata di conflitti in Costa d’Avorio, Libia, Mali, Somalia, Sudan e Siria. Questi numeri rappresentano molto più di statistiche: essi sono individui e famiglie la cui vita è stata sconvolta, le cui comunità sono state distrutte, e il cui futuro resta incerto” ha scritto il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon nella Giornata mondiale del rifugiato celebrata oggi. Nel suo messaggio Ki-moon ha sottolineato che “quattro rifugiati su cinque si trovano nei paesi in via di sviluppo”, e reso omaggio alla “generosità straordinaria dei paesi di accoglienza che si trovano ad affrontare gravi privazioni”, condividendo con loro scarse risorse in acqua e in cibo.

Tra questi paesi c’è il Pakistan e l’Iran, che in tutto ospitano due milioni e mezzo di rifugiati, mentre il più grande campo profughi al mondo, quello di Dadaab, è la terza più grande città del Kenya, ospitando da un ventennio circa mezzo milione di somali. Nelle ultime settimane, come conseguenza del conflitto nel Nord del Mali, 175.000 persone hanno trovato rifugio nei confinanti Burkina Faso, Niger e Mauritania, già colpiti da fame e siccità.

“Questi paesi non possono essere lasciati da soli ad assumere tale onere (…) La Giornata mondiale del Rifugiato rappresenta un momento per ricordare tutti coloro che si trovano in questa situazione, e allo stesso tempo intensificare il nostro sostegno” prosegue il segretario generale delle Nazioni Unite. Nel sistema Onu è soprattutto l’Ufficio dell’Alto commissariato per i rifugiati a farsi carico delle necessità di chi è fuggito dalla propria terra. Ai profughi, però, si aggiungono anche gli sfollati interni, in tutto 15,5 milioni nel mondo, anch’essi bisognosi di aiuti umanitari.

“Per ora le soluzioni non sono sufficienti per affrontare il problema. Dobbiamo lavorare insieme per mobilitare la volontà politica e la leadership per prevenire e porre fine ai conflitti, prima causa dei flussi di rifugiati” ha concluso Ban Ki-moon, assicurando che “nonostante i vincoli di bilancio non dobbiamo allontanarci dai bisognosi”.

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