Casa Papa Francesco
S.ta San Pietro 14, Sanremo

coda quotidianaHamed, Abdallah, Kaled, Hussman, Ali, Mohamed, Omar,… tanti nomi, tanti volti, tante storie, quelle che si incontrano ogni giorno al centro ascolto della Caritas Intemelia. Ragazzi giovani, partiti dai loro paesi a causa della guerra, della violazione dei diritti umani, ma anche dal peggioramento delle condizioni di vita dovute ai cambiamenti climatici che favoriscono la desertificazione.

La frontiera chiusa interrompe il loro lungo viaggio, a volte iniziato mesi prima, pagato a caro prezzo sia in termini monetari che di patimenti fisici e morali. Sopravvissuti all’attraversamento del deserto (nessuno saprà mai quanti siano stati i morti in questi anni) e del Mediterraneo (dove invece si calcolano in più di 20.000 le vittime) sperano di trovare in Europa libertà e solidarietà, ma non sempre è così.

Ventimiglia è una tappa ormai obbligata per chi intende andare in Francia, spesso per proseguire verso la Gran Bretagna o altri paesi del nord Europa. Essendo città di confine gode dei benefici del commercio e delle opportunità lavorative in Costa Azzurra e nel Principato di Monaco, ma dovrebbe anche valorizzare la propria vocazione solidale con la creazione di un centro di accoglienza stabile ed aperto a tutte le persone in transito. Ciclicamente le guerre e le crisi che sconvolgono il mondo portano nel Ponente al passaggio di tante persone, pensiamo ai Curdi, agli Afghani, più recentemente ai Tunisini ed ora ai Sudanesi (insieme a persone di decine di altre nazionalità). Un pasto, una doccia, un letto non andrebbero negati a nessuno. Come pure la possibilità di ricaricare il cellulare per parlare con la propria famiglia o le cure mediche per chi dovesse ammalarsi. Invece da mesi tali semplici diritti vengono negati. Decine di persone vivono all’addiaccio, senza quasi nessun aiuto, nella speranza che spariscano dalla vista e non disturbino. Invece ci sono, continuano ad arrivare e in questi primi mesi dell’anno sono molte più del 2015 (da 482 a 2.382 secondo quanto registrato da Caritas Intemelia). Come ha dichiarato il nostro Vescovo Antonio: “la gestione dell’emergenza non corrisponde a criteri di vera umanità”.

La trasformazione a inizio anno del Centro temporaneo di accoglienza gestito dalla Croce Rossa di Ventimiglia, che da accesso libero è passato ad accoglienza consentita solo a chi era intenzionato a richiedere l’asilo in Italia, aveva ridotto notevolmente la risposta ai bisogni, con la sua chiusura si è andati nella direzione opposto rispetto all’aiuto umanitario necessario. La collocazione non era certamente delle migliori ma in questi mesi non si è “riusciti” a trovare una soluzione alternativa. Si pensa che le politiche restrittive allo sbarco, i controlli durante il viaggio o l’assenza di un centro di accoglienza possano impedire o frenare l’arrivo a Ventimiglia dei migranti?

Nel frattempo la chiesa di Ventimiglia-Sanremo sta cercando in vari modi di trovare le risposte più adeguate a questa situazione. Presso la Caritas Intemelia prosegue l’aiuto quotidiano e per questo continua la raccolta di alimenti: scatolette, crakers, frutta (mele, pere, arance, banane), verdure (carote, insalata, pomodorini,…) biscotti, merendine, torte, acqua – di vestiario da uomo taglie piccole (s/m): magliette, pantaloni, felpe, intimo – prodotti per l’igiene: spazzolino, dentifricio, sapone, sapone per il bucato, tagliaunghie, creme. Ma una nuova significativa scelta è quella di accogliere, da giovedì scorso, due ragazzi nigeriani presso il Seminario Vescovile Pio XI. Un piccolo segno che vuol esprimere vicinanza concreta alle persone che richiedono l’asilo in Italia. Un gesto che potrebbe sembrare coraggioso ma che in realtà è semplice: condividere un tratto di strada insieme.

Papa Francesco a Firenze ci ha chiesto di seguire l’Evangeli Gaudium, dove al n. 187 leggiamo: “Ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati ad essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri, in modo che essi possano integrarsi pienamente nella società; questo suppone che siamo docili e attenti ad ascoltare il grido del povero e soccorrerlo.”

One thought on “MIGRANTI A VENTIMIGLIA: è tempo di vera accoglienza”


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