La tua mano non sia tesa per prendere e poi chiusa nel restituire. (Sr 4,31)

Questa la Parola di Dio che abbiamo scelta perché ci illumini nella Quaresima. È tratta dal libro del Siracide. Il titoletto all’inizio del capitolo recita “Invito ad aiutare i poveri”. Compito della Caritas Diocesana è proprio questo: aiutare il popolo di Dio a praticare con amore l’attenzione verso di loro. Direte: Queste cose già le facciamo è proprio il caso di riaffermarle? Non è meglio andare avanti, affrontare le nuove realtà? E poi… proprio questa frase che sembra fatta apposta per sollecitare la gente a mettere mano al portafogli quando arriva la domenica della Colletta Caritas. Se leggiamo con attenzione il capitolo 4 scopriamo come l’autore sacro nella prima parte ci invita ad aiutare il povero, ci indica come comportarci con il povero, ci spiega perché è bene aiutare il povero, ci fa riflettere su alcuni comportamenti che abbiamo e… solo alla fine chiude il discorso dicendoci di non essere egoisti: l’egoismo, il principio di tutti i peccati. Ecco che allora l’invito a riflettere in questa Quaresima sui poveri è l’invito a rivedere quanto facciamo, affinché non divenga una corsa a fare sempre di più e sempre meglio (in ogni caso utili) per soddisfare la voglia di sentirci dire che siamo bravi, ma a fare sempre e solo la volontà di Colui che, amandoci per primo, ci sollecita ad amarLo attraverso il prossimo. Anche questo può sembrare superfluo ricordarlo, ma spesso nell’agitazione, nella foga del momento, facciamo perché il fare placa il nostro ego. Innegabilmente c’erano molte persone da guarire, da aiutare, da salvare e Gesù lo sapeva bene, nonostante questo ogni tanto si ritirava per pregare, per parlare con il Padre, per riflettere; se ne aveva bisogno Lui quanto più ne abbiamo bisogno noi. “Non astenerti dal parlare quando è necessario” (Sr 4,23a) non è forse vero che alle volte aderiamo a progetti stabiliti da altri, quando sappiamo che diverse sono le priorità, perché finanziati e quindi ci permettono di operare, di fare. Il Siracide ci dice che alle volte è necessario parlare (v 23) e, quando è necessario, si deve, non si può evitare. L’omissione è peccato: sempre. A volte il parlare crea difficoltà, anche gravi, ce lo insegna San Pietro quando è interrogato nel sinedrio: … I sacerdoti… ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. … Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». (At 4)

In definitiva il Signore ci ricorda come la nostra mano sia sempre tesa a prendere i suoi doni, che ci elargisce in abbondanza. Allora, in questo periodo quaresimale, che ci porta il dono più grande: la salvezza, restituiamo quel poco che siamo capaci con cuore sincero e generoso è l’invito che la Caritas Diocesana di Ventimiglia-Sanremo fa a se stessa ed a tutta la Diocesi con gli appuntamenti proposti.

  • Raccolta prodotti per l’igiene delle persone detenute nel carcere di Sanremo
  • Corsi di formazione per nuovi volontari Caritas
  • Raccolta fondi per l’avvio degli empori della solidarietà nella domenica di carità, il 7 aprile 2019.

Achille Grassi

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Messaggio di s.e. vescovo Antonio Suetta per  Quaresima 2019

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Raccolta pro detenuti Quaresima 2019

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