Casa Papa Francesco
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giovedì 22 Novembre 2012

Repubblica democratica del Congo: grido d’allarme!

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 «Lancio un grido d’allarme per tutte quelle donne, quei bambini e anziani che vagano per le strade, sotto lapioggia, senza un riparo e senza cibo. Quei deboli che hanno già sofferto troppo necessitano di un’assistenzaumanitaria urgente». Con queste parole il vescovo di Goma, monsignor Théophile Kaboy Ruboneka in un’intervista a MISNA, descrive la situazione sempre più grave nella Repubblica del Congo dopo che i ribelli del movimento M23 hanno preso il 20 ottobre scorso la città di Goma, capoluogo della provincia congolese del Nord Kivu nel nord est del paese, dove vivono oltre 1 milione di persone. Il governatore e le altre autorità locali sono fuggite e lacittà è totalmente in mano ai ribelli. Le forze armate governative (FARDC) hanno abbandonato il campo e di conseguenza il contingente ONU non ha potuto opporre resistenza. I ribelli hanno annunciato che non arresterannola loro offensiva, che ha l’obiettivo di rovesciare l’attuale presidente Kabila.

La situazione umanitaria è sempre più drammatica. Caritas Congo riferisce che sono circa 100.000 gli sfollati in fuga già precedentemente accampati nella periferia della città e nuovamente costretti a fuggire a seguito dell’arrivo dei ribelli e la ritirata delle truppe governative. Oltre 5.000 di questi si sono rifugiati presso strutture della Chiesa assistiti dalle comunità cristiane, loro stesse povere ma che generosamente hanno offerto ospitalità e aiuto. Il direttore di Caritas Goma riferisce che “A Goma non c’è elettricità né acqua e la popolazione raccoglie l’acqua direttamente nel lago Kivu, con tutte le conseguenze che ciò comporta” .

Nel Nord Kivu sono oltre 250.000 i profughi già presenti, oltre 2 milioni in tutto il paese, e la popolazione civile da anni è vittima di violenze di ogni genere: reclutamento di ex bambini soldato, violenze indiscriminate, abusi sessuali e lavoro forzato, recrudescenza di fenomeni quali banditismo e criminalità nei villaggi come anche nei centri urbani, enormi difficoltà negli spostamenti, chiusura di scuole e centri sanitari, proliferazione di malattie e scoppio di epidemie.

Caritas Italiana, da anni impegnata in questi Paesi, in particolare nelle aree più coinvolte dal conflitto principalmente per la riabilitazione di ex bambini soldato, ha messo a disposizione un primo contributo ed è in costante contatto con la Caritas del Congo per monitorare la situazione e appoggiare le azioni di aiuto che prontamente sono state avviate in favore delle famiglie profughe o sfollate.


La Repubblica democratica del Congo è tra i 10 Paesi più poveri del mondo, e registra un indice di sviluppo umano costantemente in decrescita, conseguenza dei durissimi regimi post-coloniali e dell’ultimo decennio di guerre regionali.

Caritas Italiana lavora nel Paese da 15 anni, attraverso un programma di microprogetti coordinati dalla Caritas nazionale congolese diffuso nelle 47 diocesi, e attraverso un rapporto di collaborazione diretta con due diocesi, Kindu e Goma, dove l’impegno dell’accompagnamento nelle fasi d’emergenza si è rinnovato anche in quelle di post-emergenza e sviluppo durevole, per l’integrazione di gruppi vulnerabili, quali in particolare sfollati, ex-bambini soldato e donne vittime di violenza.

1. Presso la diocesi di Kindu (Provincia del Maniema) continuano i seguenti progetti:

• reintegrazione sociale di ex bambini soldato: in collaborazione col Bureau diocesaine de Caritas (Caritas diocesana) e le scuole convenzionate cattoliche, il progetto comprende vari aspetti tra cui il sostegno scolastico di 1089 ex bambini soldato, la formazione triennale di counselor psicologici, azioni di sociomotricità e cure ginecologiche alle ragazze vittime di violenza.

• Servizio sanitario di base: in collaborazione col Bureau Diocesaine des Oeuvres Medicales (Ufficio per la sanità) si sostengono le attività ordinarie di un ospedale urbano, otto Centri rurali di salute e altre strutture sanitarie diocesane, tra cui un Centro per disabili.

• Assistenza legale alle vittime di violenza sessuale: in collaborazione con la Commission Justice et Paix (Commissione Giustizia e Pace), il progetto riguarda il counseling psicologico e legale, durante il processo di preparazione dei dossier di denuncia presso il tribunale.

• Assistenza agli indigenti e alle situazioni di emergenza: in collaborazione con il Bureau diocesaine de Caritas (Caritas diocesana), tutte le 18 Caritas parrocchiali sono coinvolte nell’assistenza alle famiglie e alle persone sole più vulnerabili, in particolare con un progetto di microcredito e un fondo per le emergenze, così come con aiuti assistenziali rivolti a bambini in difficoltà, ragazze madri abbandonate e anziani soli.

• Microcredito: in collaborazione col Bureau diocesaine de Caritas (Caritas diocesana) vengono studiati microprogetti generatori di reddito, a favore di ex bambini soldato non scolarizzati, giovani donne vittime di violenza, e famiglie vulnerabili.

• Sostegno alla popolazione rurale: miglioramento delle condizioni di vita della popolazione rurale con l’attivazione di servizi pubblici che valorizzano le fattorie diocesane di Katako e Kibonbo. L’assistenza è incentrata soprattutto sul miglioramento delle produzioni dei palmeti e sulla produzione e commercializzazione dell’olio di palma.

Caritas Ambrosiana è impegnata da tempo nella regione e offre la possibilità di svolgere l’esperienza di servizio civile all’estero a due giovani, presso la diocesi di Kindu.

2. Presso la diocesi di Goma (provincia del Nord Kivu) continuano i seguenti progetti:

• reintegrazione sociale di ex bambini soldato: formazione di counselor psicologici locali e apertura di un centro di trattamento del trauma di guerra a Rutshuru, che accoglierà gli ex bambini soldato e altre vittime affette da post-traumatic stress disorder (disordine post-traumatico da stress).

• Reintegrazione degli sfollati di guerra: la strategia di aiuto per la reintegrazione si incentra sulla riabilitazione delle condizioni socio-economiche delle famiglie sfollate nel corso della guerra che sono ritornate ai propri villaggi. In particolare nel 2010 sono stati realizzati due Centri di molitura, un caseificio a Kichanga-Kifumu, un progetto di riforestazione, un progetto di formazione agro-pastorale.

Una rete significativa di Caritas diocesane italiane coordinata da Caritas Italiana sostiene i progetti, grazie a interventi di cooperazione decentrata, attività di sensibilizzazione e educazione alla mondialità, e di lobby e advocacy.


Per ulteriori informazioni
Ufficio Africa (Area Internazionale), 
africa@caritasitaliana.it

Come contribuire
Chi vuole sostenere gli interventi di Caritas Italiana (causale: “Repubblica democratica del Congo”) può versare il proprio 
contributo tramite.

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