Casa Papa Francesco
S.ta San Pietro 14, Sanremo
lunedì 14 luglio 2014

Rifugiati: un biglietto come bagaglio

barcone1Dovevano arrivare a mezzanotte, poi alle tre del mattino, si sono presentati al centro di accoglienza della Caritas di Sanremo alle 7,30, scortati da due auto della polizia.
Quattro giovani eritrei, tra i 23 ed i 30 anni, sbarcati in Sicilia meno di 24 ore prima.
Sulla base di un accordo fra lo Stato e le Regioni, i rifugiati soccorsi dalle navi della Marina Militare italiana con l’operazione “mare nostrum”, e quelli che sbarcano direttamente sulle nostre coste, vengono trasferiti in aereo in tutte le regioni italiane e quindi nelle diverse province con il coordinamento delle Prefetture.
Partiti da un paese grande un terzo dell’Italia e con poco più di 5 milioni di abitanti, scappano da un regime oppressivo, dove il servizio miltare è obbligatorio per anni ed il congedo un’illusione. Un milione di persone ha fatto la stessa scelta prima di loro.
Cinque mesi in Sudan, uno in Libia, hanno rischiato la vita nel Sahara, dove altri 3 amici sono morti, ed in mare, sono arrivati senza nulla, uno di loro senza scarpe, come bagaglio solo un biglietto bagnato con qualche numero di telefono, unico collegamento con il loro futuro
Tre giorni passati insieme ad altre 300 persone, su un barcone che aveva rotto il motore, bagnati dal mare, senza scelta per i bisogni fisiologici, accovacciati e stretti, a distanza di tre giorni fanno ancora fatica a piegare le gambe.
All’arrivo, dopo una doccia, tra gli indumenti che avevamo preparato abbiamo dovuto scartare diversi pantaloni, troppo larghi.
Sono cristiani, ortodossi, una sera andando alla mensa siamo passati dalla Chiesa degli Angeli.
Di fronte ad una cartina dell’Europa abbiamo cercato di capire quali fossero i loro progetti.
Le visite presso l’ambulatorio dei Medici cattolici hanno evidenziato febbre e disidratazione ma questa mattina sono partiti verso Milano, un’altra tappa intermedia nel loro viaggio verso la Norvegia e la Svezia.
Troppe guerre e violazioni dei diritti umani nel mondo, troppi interessi economici, arriveranno altri rifugiati, speriamo di poter dare loro un po’ di conforto e di fiducia, grazie anche al contributo di chi vorrà sostenerci.

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