Casa Papa Francesco
S.ta San Pietro 14, Sanremo
giovedì 19 dicembre 2013

SARDEGNA: UN MESE FA LE ALLUVIONI

sardegnaCaritas Italiana resta accanto alle Caritas e alla popolazione colpita “I morti, gli sfollati, la devastazione del territorio alla quale abbiamo assistito non possono lasciarci indifferenti: come Chiesa – dopo aver soccorso chi è nel bisogno, consolato chi ha perso i suoi cari e dato una risposta a chi è in difficoltà – dovremo in certamente riflettere anche sulle responsabilità che il Signore ci affida relativamente alla cura ed alla custodia dell’ambiente nel quale viviamo”. Così don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, che, dopo essersi recato nelle zone coinvolte, attraverso una lettera al delegato regionale delle Caritas della Sardegna, don Marco Lai, ha voluto rinnovare la vicinanza a quanti

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sono stati colpiti dall’alluvione del 18 novembre scorso. Mentre continuano a fornire aiuti d’urgenza, le Caritas locali nelle diocesi colpite stanno completando una mappatura sul numero di famiglie coinvolte, sui principali bisogni, sulle risorse già disponibili e – soprattutto – sulle priorità delle azioni da intraprendere nei mesi a venire. Il sostegno alle famiglie sarà infatti un processo lungo e richiederà un’attività molto intensa, supportata da una progettualità di medio-lungo termine. Proprio a partire dai bisogni rilevati si potranno orientare sempre meglio le specifiche progettualità in risposta alle situazioni di maggiore criticità rilevate che si sviluppano attorno ad alcuni nuclei prioritari:  persone sole e famiglie (in particolare, quelle con minori, anziani, malati…), piccole realtà economiche (aziende artigiane, imprese agricole…) a carattere familiare. Sulla base di esperienze maturate in situazioni analoghe, la Caritas ritiene importante intervenire con le seguenti modalità: contributi/voucher per l’acquisto di arredi o strumenti, sostegno (anche psicologico) alle categorie più vulnerabili, forme e strumenti di accesso agevolato al credito, sostegno al lavoro (es. borse lavoro). Il tutto coinvolgendo in modo ampio i territori e le loro espressioni (enti locali, associazionismo, cooperazione sociale, diocesi…), utilizzando e valorizzando gli “strumenti pastorali propri” esistenti o da promuovere sul territorio (centri di ascolto, osservatori, Caritas parrocchiali, servizi caritativi…), valorizzando tutte le risorse disponibili sia in termini economici che di presenze operative. Da sottolineare la bella presenza del volontariato che in queste settimane ha dato un supporto straordinario alla possibilità di ripristinare seppur minime condizioni di vivibilità, come anche la piena solidarietà manifestata dalle comunità ecclesiali, a partire dalle Caritas diocesane di tutta Italia.

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