martedì 25 Febbraio 2020

SI E’ CONCLUSO UN ANNO DI SERVIZIO CIVILE…

Ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora 

Penseresti all’odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa 

Al 21 marzo, al primo abbraccio
a una matita intera, alla primavera
alla paura del debutto
al tremore dell’esordio 

ma tra la partenza e il traguardo
In mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere
e potere rinunciare alla perfezione 

Ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione 

Così come l’ultimo bicchiere, l’ultima visione
un tramonto solitario, l’inchino e poi il sipario
ma tra l’attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento 

Nel mezzo c’è tutto il resto e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere
e potere rinunciare alla perfezione 

Ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve 

Ringrazio Niccolo Fabi che ha chiuso con noi, con la poesia di questo testo,  un anno di Servizio Civile Universale.  

l’Emozione dell’inizio,  la Malinconia al termine, ma nel mezzo la costruzione di un periodo di conoscenza, amicizia,  sorrisi, emozioni, integrazione, apprendimento, crescita, rispetto, cambiamento, paure, ascolto, responsabilità, accudimento, aiuto concreto, prossimità, sorpresa, scoperte e riscoperte, arricchimento, bagaglio.  E di binomi: guerra/non violenza, fatica/soddisfazione; vittorie/sconfitte; miglioramenti/peggioramenti; stress/felicità. Questo un estratto delle parole più usate dai ragazzi durante la verifica di fine servizio. 

A noi restano: I loro occhi, I loro sguardi, le loro perplessità, le loro difficoltà, le loro fragilità, le loro imposte chiusure bucate da un raggio di luce anche sottile, debole e fragile ma comunque luce. 

Loro, per noi, un dono grande.  

Li accompagna la nostra preghiera: che ciascuno di loro abbia il coraggio di guardare nel cestino in cui ha buttato “cose ” e cercare proprio lì parti di loro stessi.

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