Casa Papa Francesco
S.ta San Pietro 14, Sanremo
martedì 16 giugno 2015

Tunisi, conclusa la prima giornata di Migramed 2015

migramedConclusa la prima giornata dei lavori di MigraMed 2015, l’appuntamento annuale che si svolge ormai dal 2010, e che mette quest’anno a confronto 15 Caritas nazionali – con oltre 130 delegati – appartenenti all’area MONA – Medio Oriente e Nord Africa, (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Giordania, Gibuti – Somalia, Grecia, Cipro, Italia, Spagna, anche altri paesi europei che vivono movimenti migratori, Svezia, Germania, Norvegia, Caritas Europa e Caritas Internationalis per mettere a sistema una riflessione su movimenti migratori e le conseguenti politiche per la gestione di un fenomeno migratorio rispettoso dei diritti delle persone. ‘Quell’unione che l’Europa non riesce a trovare nelle scelte politiche – spiega Manuela De Marco, ufficio immigrazione Caritas Italiana – la Caritas cerca di raggiungerla grazie alla sua rete territoriale, ricordando l’importanza di strumenti che garantiscano ingressi regolari delle persone costrette a lasciare i loro paesi, rivedendo i meccanismi attualmente in vigore sull’ingresso, superando le rigide regole del regolamento di Dublino, per rendere possibile una migrazione che avvenga in sicurezza, e che riesca a concretizzare la solidarietà di tutti i paesi europei, attraverso misure che finora non sono ancora prese in considerazione. L’Italia, nonostante la reticenza di alcune regioni, sta facendo molto, può continuare a farlo, ma ha bisogno della solidarietà degli altri stati’. In apertura dei lavori della prima giornata i saluti di Padre Firmin Mola Mbalo, responsabile Caritas Tunisia: ‘Siamo qui per vedere cosa possiamo fare come Caritas per cercare di portare soluzioni possibili’, soprattutto di fronte alle notizie allarmanti che arrivano dall’altra sponda del

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Mediterraneo, e ha ricordato l’attività di Caritas Tunisia, che collabora con organismi locali per aiutare i bisognosi, a iniziare dall’accoglienza dei migranti. Ancora, i saluti di Mons. Ilario Antoniazzi, Arcivescovo di Tunisi, che ha ricordato la ferita provocata dall’attentato del Bardo, sottolineando l’importanza di gesti di presenza e di solidarietà come l’organizzazione di questo incontro. Una Chiesa ‘piccola, ma viva, grande nella sua fede e nel suo coraggio’ quella tunisina; ancora, il dramma del Mediterraneo, trasformato dall’uomo in un ‘cimitero per migliaia di migranti’, e il ruolo della Caritas che può contribuire a risolvere ‘le cause del dramma che stiamo vivendo’. Un incontro per riflettere ‘su questioni che sollecitano la Chiesa, come l’intera società’, ha sottolineato Don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, portando i saluti del Presidente Sua Eminenza Mons. Francesco Montenegro e del segretario della CEI Mons. Nunzio Galantino. ‘L’ospitalità è un diritto universalmente valido, e il dovere dell’accoglienza è parte costitutiva della nostra società cristiana’. Da qui, l’attenzione costante da parte della Chiesa attraverso non solo diverse progettualità, ma anche momenti di studio e confronto’, ha ricordato il direttore. Ancora, il riferimento alla crisi libica, e alle sue conseguenze sui flussi in Europa, e ai recenti fatti di Ventimiglia: ‘Un’autentica vergogna: assistiamo impotenti a una tale chiusura dell’Europa che si concretizza in un rimbalzo di responsabilità tra paesi, a scapito di queste persone’. Per saperne di più: www.caritasitaliana.it

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