Casa Papa Francesco
S.ta San Pietro 14, Sanremo
venerdì 5 aprile 2013

“UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE”

 FORUM SOCIALE MONDIALE

Tunisi, 26-30 marzo 2013

UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE”

Ho partecipato per la prima volta al Forum Sociale Mondiale, che quest’anno si è tenuto a Tunisi, insieme a 20 persone di altrettante Caritas diocesane Italiane coordinate da Caritas Italiana. Dalla prima edizione svolta in Brasile a Porto Alegre nel 2001, è stata la prima volta in un paese arabo.

La Caritas fin dall’inizio ha deciso di coinvolgersi in questo processo di confronto e riflessione realizzato a livello globale dalla “società civile” alla ricerca di ricette per diminuire le ingiustizie su scala globale.

 La presenza a Tunisi ha avuto indubbiamente un effetto particolare, a due anni dalla rivoluzione dei gelsomini che ha portato alla caduta di Ben Ali ed all’inizio di un faticoso, ma anche esaltante, processo di cambiamento. Ne abbiamo parlato con Imen Ben Mohammed, eletta con il partito Hennada all’Assemblea costituente tunisina, chiamata a scrivere la nuova costituzione del paese, (http://www.caritasitaliana.it/home_page/agenda/00003171_27_marzo__incontro_con_Imen_Ben_Mohamed.html).

 Caritas Italiana e Francia, in collaborazione con Caritas Internationalis, hanno proposto al Forum di quest’anno due incontri sul tema della migrazione, il primo su migrazione e sviluppo (http://www.caritasitaliana.it/home_page/agenda/00003173_28_marzo__seminario__Migrazione_e_sviluppo_.html) ed il secondo per lanciare la campagna “L’Europa sono anch’io” (http://www.caritasitaliana.it/home_page/agenda/00003174_29_marzo__al_via_la_campagna__L_Europa_sono_anch_io_.html)

 Non è stato facile scegliere a quale dei 700 incontri proposti partecipare. Ho cercato di far mio l’invito di Jean Pierre Cassarino, dell’Istituto universitario europeo che, nell’incontro organizzato dalla Caritas su Migrazione e sviluppo, aveva affermato che “non bisogna lavorare solo sulle conseguenze, ma soprattutto sulle cause delle migrazioni”.

 Ed allora ho seguito un incontro sulle Politiche estrattive. Lo sfruttamento delle risorse minerarie ed energetiche è attuato in quasi tutto il mondo in forma predatoria, anziché con modalità che consentano un reale beneficio per le popolazioni interessate. Ma a volte è proprio da contesti di sfruttamento e marginalizzazione che arrivano delle “opportunità” come le ha definite Habib Ayeb, professore tunisino di geografia all’Università di Parigi. La rivoluzione tunisina è nata infatti da un’area marginalizzata dal Presidente Bourghiba, dove non sono state fatti investimenti perchè la popolazione non era a lui favorevole. Gli abitanti di Sid Bouzid vedevano andar via le proprie risorse senza trarne alcun vantaggio, ed è in questa città che si è suicidato il giovane Mohamed Bouzizi, per protestare contro i soprusi subiti dalla polizia, e da questo gesto è partita la rivoluzione.

 Molto interessante anche l’incontro sugli EPA, gli accordi di partenariato che l’Unione Europea propone ai paesi africani. Rappresentanti di associazioni dell’Africa occidentale hanno denunciato l’operato dell’Europa che, da una parte protegge la propria economia, in particole l’agricoltura, e dall’altra chiede l’apertura dei mercati dei paesi africani. Due pesi e due misure che, applicati a paesi con un’economia debole, provocano gravi effetti di impoverimento.

 Tornando dalle cause agli effetti, la migrazione, ho ascoltato la testimonianza di associazioni di migranti che si sono organizzate per rivendicare i propri diritti, in Italia, con l’Associazione Prendiamo la parola, in Germania con il Voice Refugee Forum ed il Caravan Germany, ed in Marocco, dove il viaggio dei migranti dei paesi sub sahariani si infrange sul muro all’ingresso alzato dall’Europa. Le persone rimangono in un limbo, senza sapere se poter andare avanti o rientrare nel proprio paese d’origine, ma hanno ancora la forza di impegnarsi per aiutarsi reciprocamente e per chiedere al governo marocchino la possibilità di lavorare. 

 Visitando i tanti stands di associazioni e ong, mi sono imbattuto nella bella mostra fotografica sui rifugiati siriani in Giordania e Libano: “Parole per rifugio

http://www.focusonsyria.org/the-exhibition/ con gli scatti del fotografo Francesco Fantini. Ci si immerge nella drammatica realtà della guerra civile siriana e negli effetti sulla popolazione civile, costretta alla fuga per salvarsi.

 Suggestiva, anche se al momento lontana dal potersi concretizzare, la proposta del Passaporto di cittadinanza universale, presentata da Emmaus International e e da Utopia, che fa proprio il principio che non si può scegliere dove si nasce ma si deve poter scegliere dove vivere.

 Un’idea che se realizzata potrebbe indubbiamente eliminare i rischi che corrono i migranti nel loro viaggio per cercare un futuro migliore. Soprusi, violazione dei diritti umani, rapimenti, torture, detenzioni illegali e morte, come testimonia il lunghissimo foglio con il nome delle 16.175 persone decedute in questi anni nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

 Un’immagine forte che ci richiama e sollecita all’impegno per ridurre le diseguaglianze e le ingiustizie, per riconoscere la dignità di ogni persona, a qualunque latitudine.

 Maurizio Marmo

Direttore Caritas Diocesana Ventimiglia-Sanremo

3 aprile 2013

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